RICORDATI DI ESSERE FELICE
- adrianogarzia
- 10 feb 2024
- Tempo di lettura: 1 min

Pochi giorni fa ho incontrato un mio vecchio amico e chiacchierando di lavoro mi ha detto che le cose andavano così e così. A riguardo abbiamo ricordato di un nostro aperitivo di un paio di anni fa, dove nelle diverse chiacchiere si parlò anche di lavoro.
Lui fa il rappresentante nel settore del vino. Ricordo come fosse ieri le sue parole che percepivo pesanti da dire e soprattutto il suo stato d'animo quasi angosciato, mentre mi parlava durante quell'aperitivo.
Mi diceva:< Ogni giorno inizio a lavorare ma ho perso l'entusiasmo. So che i prodotti che propongo non sono di qualità e... fatico a proporli. E ogni volta che li vendo ho sempre il timore che il cliente mi chiami perché gli ho dato un prodotto scadente >.
Sono passati due anni e lui mi ha detto che lavora ancora con quella azienda. Sopravvive. Si è abituato a proporre prodotti scadenti ai clienti con cinismo, perché sono il suo mezzo per sostentarsi.
Gli ho chiesto: < Sei felice? > Mi ha detto di no.
Gli ho chiesto: < Perché non cambi azienda?> Mi risponde: < Io alla fine mi trovo bene coi colleghi, ho i miei giri che faccio abitualmente e poi, alla mia età, chi mi prende? Mi dispiace solo per i clienti ma... è sopravvivenza>
Ho incalzato:< Perché non hai mai provato a cambiare? Non pensi di poter meritare di più?>
Non ha risposto..
E io fatico a capire come si possa accettare l'abitudine, seppur frustrante, per la paura del cambiamento e del mettersi in discussione,
E se ci si scoprisse migliori di ciò che si pensa di sé, seguendo il proprio istinto?




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